L’Arte nel Portico 2026: a Colli Aniene si chiude la 37ª edizione

Tre giornate dedicate all’arte, alla poesia, alla danza e alla vita del quartiere. L’Arte nel Portico ha rinnovato anche quest’anno il suo legame con Colli Aniene, concludendosi con la premiazione della 27ª edizione del Premio Virgilio Melandri.

Dal 24 al 26 settembre Colli Aniene è tornato a trasformarsi in una galleria d’arte a cielo aperto. La 37ª edizione de L’Arte nel Portico 2026, promossa dall’Associazione Il Foro, ha portato nelle strade e negli spazi del quartiere opere, incontri, poesia, danza e occasioni di partecipazione.

Tre giornate che hanno confermato lo spirito con cui la manifestazione è nata e cresciuta negli anni: portare l’arte fuori dai luoghi tradizionalmente dedicati alla cultura e avvicinarla alla vita quotidiana delle persone.

Tra esposizioni e appuntamenti aperti al pubblico, artisti, associazioni e cittadini hanno condiviso gli stessi spazi, facendo del quartiere non soltanto lo scenario dell’evento, ma una parte integrante del suo racconto.

L’arte incontra il quartiere

Cuore della manifestazione è stata ancora una volta l’esposizione delle opere degli artisti partecipanti, che ha accompagnato le tre giornate de L’Arte nel Portico.

Dipinti, colori, tecniche e sensibilità differenti hanno composto un percorso vario, offrendo ai visitatori la possibilità di osservare le opere da vicino e incontrare direttamente chi le ha realizzate.

È proprio questo rapporto tra artisti, opere e pubblico uno degli elementi che continuano a caratterizzare la manifestazione. L’arte lascia gli spazi espositivi convenzionali, entra nel quartiere e diventa occasione di incontro, curiosità e confronto.

Ci si ferma davanti a un quadro, si osserva un dettaglio, si scambia qualche parola con un artista. Gesti semplici che restituiscono alla cultura una dimensione immediata e accessibile e che, edizione dopo edizione, hanno contribuito a costruire l’identità de L’Arte nel Portico.

Poesia, danza e memoria di Colli Aniene

L’edizione 2026 non si è fermata alle arti visive. Il programma ha coinvolto linguaggi ed esperienze differenti, alternando momenti dedicati alla poesia, allo spettacolo e alla memoria del territorio.

Con “16 poeti nei dialetti del Lazio”, la poesia dialettale ha trovato spazio attraverso la presentazione del libro di Maurizio Rossi e il reading dei poeti, portando al pubblico voci, parole e sonorità legate alle diverse espressioni linguistiche del territorio laziale.

Al Parco Melandri è stata invece la danza a diventare protagonista con gli allievi della A.D.S. Lolly Dance e l’esibizione “Crederci sempre, arrendersi mai”, curata dalle maestre Lolly Rizzitelli e Valeria Schirano.

A completare il programma, la tavola rotonda “Abitare A: 40 anni di cronache locali” ha rivolto lo sguardo alla storia del quartiere, offrendo un’occasione per ripercorrere parte della memoria di Colli Aniene e delle persone che negli anni ne hanno raccontato i cambiamenti.

Esperienze diverse, ma unite da uno stesso filo: la volontà di creare occasioni di partecipazione e mantenere vivo il rapporto tra cultura e territorio.

Il Premio Virgilio Melandri e il tema dell’autunno

A completare il percorso della 37ª edizione è stato il 27° Premio Virgilio Melandri, dedicato quest’anno al tema “L’Autunno”.

Gli artisti sono stati chiamati a confrontarsi con una stagione che si presta a molte interpretazioni. Non soltanto paesaggi e colori, quindi, ma anche il cambiamento, il trascorrere del tempo, la riflessione e la trasformazione.

Le opere presentate hanno restituito questa pluralità di sguardi attraverso tecniche e linguaggi differenti, offrendo interpretazioni personali di uno stesso tema.

La cerimonia conclusiva del 30 settembre ha decretato i vincitori del concorso.

Leonardo Sbaraglia vince il 27° Premio Virgilio Melandri

Il primo premio della giuria tecnica, assegnato dal Maestro Giuseppe Casalini, è andato a Leonardo Sbaraglia con l’opera n. 4. vincitori premio melandri

Al centro del dipinto, immerso nei colori caldi di un paesaggio autunnale, un uomo anziano siede su una panchina. La sua solitudine non assume però il significato dell’isolamento: diventa uno spazio di silenzio, maturità e riflessione.

Nella motivazione della giuria, l’anzianità viene letta come espressione di saggezza e il tempo trascorso in solitudine come occasione di crescita interiore. Accanto all’uomo, alcuni elementi arricchiscono il significato della scena: il giornale piegato suggerisce una scelta consapevole di allontanarsi dal flusso continuo delle informazioni, mentre la farfalla diventa metafora della trasformazione.

Come il bruco cambia forma e spicca il volo, così l’essere umano conserva durante la propria esistenza la possibilità di evolvere. Un’opera nella quale autunno, tempo e silenzio diventano quindi parte di una riflessione più ampia sul percorso individuale. vincitori premio melandri

Il secondo premio a Enrico Irrera

Il secondo premio della giuria tecnica è stato assegnato a Enrico Irrera con l’opera n. 11, riconosciuta per la ricerca tecnica e per la complessità del suo messaggio. vincitori premio melandri

In questo caso la pittura su tela incontra il vetro frammentato sovrapposto, dando vita a una superficie spezzata che diventa parte integrante del significato dell’opera.

La frammentazione visiva rimanda alle fratture interiori dell’uomo, mentre la pioggia, il fuoco e le figure in cammino costruiscono un percorso simbolico che attraversa smarrimento, consapevolezza e rinascita.

Le figure avanzano dentro la propria tempesta alla ricerca di una nuova integrità. La giuria ha riconosciuto nell’opera proprio la capacità di trasformare le fragilità interiori in un percorso verso una possibile ricomposizione, attraverso il silenzio e la riflessione. vincitori premio melandri

Mario Grasso conquista il gradimento del pubblico

A decidere il terzo classificato è stato invece il pubblico.

La giuria popolare ha premiato Mario Grasso con l’opera n. 8, scelta attraverso il gradimento espresso dai visitatori. vincitori premio melandri

Un riconoscimento che assume un significato particolare all’interno di una manifestazione come L’Arte nel Portico, nata proprio con l’obiettivo di ridurre le distanze tra chi crea un’opera e chi la osserva.

Il voto popolare ha permesso infatti ai visitatori di non essere semplici spettatori, ma di partecipare direttamente alla vita del concorso esprimendo la propria preferenza.

Tre opere, tre modi di raccontare l’autunno

I lavori premiati restituiscono tre modi differenti di confrontarsi con il tema scelto per questa edizione.

L’autunno diventa così qualcosa di più di una stagione da rappresentare attraverso i suoi colori. È tempo che passa, cambiamento, silenzio, fragilità e trasformazione.

È forse proprio nella varietà delle interpretazioni che si ritrova uno degli aspetti più interessanti del Premio Virgilio Melandri: partire da un tema comune per lasciare a ogni artista la libertà di raccontarlo attraverso il proprio sguardo.

Una storia che continua a Colli Aniene

Con la conclusione della 37ª edizione de L’Arte nel Portico, resta soprattutto il racconto di giornate vissute insieme.

Le immagini dell’edizione 2026 mostrano opere e artisti, persone che si fermano a osservare, momenti di spettacolo e occasioni di incontro. Scene diverse che hanno come punto comune Colli Aniene e la sua comunità.

Dopo tanti anni, L’Arte nel Portico continua così a mantenere la propria identità: una manifestazione capace di mettere in relazione cultura e vita quotidiana, trasformando per alcuni giorni gli spazi del quartiere in luoghi di esposizione, incontro e partecipazione.

Per l’Associazione Il Foro, che promuove la manifestazione, significa proseguire un percorso costruito nel tempo insieme agli artisti, alle associazioni, alle realtà locali e alle persone che ogni anno partecipano agli appuntamenti.

Si chiude l’edizione 2026, ma non il percorso de L’Arte nel Portico.

L’appuntamento è alla prossima edizione, per continuare a portare arte, cultura e partecipazione nel cuore di Colli Aniene.

Associazione Culturale Il Foro. Roma Colli Aniene